Domenica 1° maggio 2005 - ore 16.00 presso la Biblioteca comunale di Stella Cilento Via Provinciale - Fraz. San Giovanni (SA)

L'asino era un tempo diffusissimo nel nostro paese e nella cultura contadina tanto da esserne parte integrante e caratterizzante. Utilizzato come animale da soma è stato in breve tempo sostituito dai mezzi meccanici. Senza clamori l’asino è entrato nel poco lusinghiero elenco degli animali in via di estinzione. Il grave pericolo che questa specie corre ci costringe a ripensare al suo utilizzo valorizzando le sue molteplici doti. Ad esempio a causa dei tanti pregiudizi verso questo animale la nostra società ha dimenticato quello che nella cultura antica era nozione diffusa, ovvero il latte di asina è quello più simile al latte materno, cosa non da poco se si pensa che la percentuale di bambini allergici al latte va da un prudenziale 1-3% (in Italia pari a 10.000-15.000 bambini) ad un 10-15% . In ogni caso un numero molto alto di bambini la cui terapia dietetica consiste nella esclusione delle proteine del latte vaccino. I latti prodotti dalle industrie alimentari si basano sulla idrolisi delle proteine del latte rendendole meno antigeniche ma hanno un costo elevato, una scarsa palabilità ed in definitiva sono un alimento trattato e poco naturale. In questo contesto il latte di asina essendo l'alimento di origine animale le cui caratteristiche nutritive si avvicinano di più al latte materno, rappresenta l’alimento di elezione nel trattamento di bambini con allergie alimentari nei primi mesi di vita, ma anche una ottima aggiunta da dare ai bambini con madri con scarso latte.
L'asino contribuisce alla salute dell'uomo anche grazie all'onoterapia, i suoi movimenti lenti sono ottimi nella cura di bambini con disturbi di carattere cognitivo e affettivo. L'asino per la sua placidità sa infondere ai piccoli la tranquillità necessaria per stabilire un contatto con l'esterno. Contrariamente a quello che si pensa l'asino è un animale intelligentissimo, è dotato di ottima memoria e di forte senso del dovere, non dimentica mai il compito che gli viene assegnato e lo esegue con diligenza, è umile ed è un fedele compagno ed è discreto e molto affettuoso. Non ama rimanere da solo ed è quindi socievole ed anche molto curioso.
Poiché l’allevamento di questo animale non può che rispondere ai criteri di qualità lontani dai criteri degli allevamenti intensivi esso rappresenta una fonte di reddito ideale per i territori montani a vocazione naturalistica come il parco del Cilento e del Vallo di Diano.
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